Elogio agli scarponi

di Massimo Montanari

Scrivere un elogio agli scarponi è tracciare a penna un sentimento che spesso noi camminatori abbiamo nel bagaglio delle emozioni che stanno dentro allo zaino dei pensieri; un encomio che valorizza un rapporto intimo con un oggetto che è più che un paio di scarpe da indossare.

Gli scarponi sono amici fedeli , compagni di un itinere che apre un mondo che intorno vuole essere scoperto, nell'indossarli ci sentiamo già in viaggio anche prima di partire. Hanno questo simbolismo errante intrinseco nella forma nella sostanza di cui sono fatti e l'ombra del nostro passo ne assume le sembianze del loro profilo.

Gli scarponi sono come il tuo cane, lo sai che sta invecchiando,  lo vedi che rallenta la corsa, ansima, e sai che se ne andrà presto 

E tu ti senti già un po solo nei ricordi di tante camminate insieme legati a un guinzaglio ombelicale-

Tu piangerai lacrime misericordiose in languide guance arrossate dal dolore. 

Loro sono così;  si logorano, lo sai perchè li vedi sgualcire, assottigliarsi nei punti di contatto. 

Loro sono forti ma deboli e sai che la  debolezza sta nel tempo che non può essere come il tuo, sono un po candela che si consuma inesorabilmente, condannati  a quel senso crudele della vita che severe ti lascia. 

Capita così a noi umani ,agli animali  alle nostre cose così come ai nostri ricordi, o amori

Loro hanno la visuale dal basso sempre radente il terreno e vedono la strada, il sentiero, il percorso prima che tu raggiunga l'orizzonte davanti. 

Loro lo sanno prima e tu sei consapevole che hanno quel qualcosa che collega il tuo azimut a un attimo prima del tuo pensiero o sguardo che sia, prima che entrambi diventino un passo

Appoggiano a terra ti garantiscono un morbido abbraccio col terreno  ti sono fedeli. 

Tu ti innamori di loro e gli vuoi bene, 

Bestie sentimentali che siamo noi uomini, capaci di dare alle apparenze delle cose un animo umano;  ma è così. 

Ho visto uomini baciare le loro auto,  celebrando funerali da rottamare quindi per molto meno inchinarsi alla futilità di un passaggio nei labirinti dei sentimenti. 

Innamorarsi degli scarponi è come avere a cuore un lato del piedi che è solo un po allungato e una parte del corpo che assume un senso di esteriorità ma in continuo con noi stessi.

Sono con noi in ogni cammino, e nel viaggio l'essenza è un destino, sono con noi sul calcare di passi profondi e aprono la via.

Oggi mi sono messo gli scarponi nuovi. 

Li ho coccolati e accarezzati con mano  leggera questi cuccioli che cresceranno nei miei passi.

Gli scarponi diventano grandi nel tratto di cammino in quel pezzo di vita che saranno insieme a noi e io ne sono fiero.

E' un momento importante il primo calzare, un rito, una gestualità convulsa dettata dal ritmico affrettarsi del battito che accelera la pulsione di un emozione.

Sono scarponi italiani.  

Li guardo e sale l'orgoglio,

Strano comportamento il mio, che sovente aperto al mondo di cui mi sento cittadino, non alzo bandiere se non quella dell'universalità. 

Eppure i miei scarponi mi fanno salire il termometro del tifo sportivo verso una cosa che finalmente il mio paese (quello in cui sono nato e che mi ospita quotidianamente nel mio cammino verso spero una lunga vita ancora) sa dimostrare di fare.

I miei scarponi Scarpa (che suona anche bene come ritmica delle parole) sono belli . 

Li amo già appena presi fuori dalla scatola. Amore puro, non paragonabile a quello di una madre, un padre appena esce il figlio atteso ma vicino a quel senso di essere in possesso di un rapporto di amore che sta nascendo.

Sono scarponi belli e sinceri, li vedi subito. 

Gli scarponi sono come una donna  la vedi subito la bellezza epidermica , nello sguardo e nei lineamenti poi c'è anche il resto, cè il dentro che lo scopri nel cammino per mano quando la conoscenza diventa profonda. 

Beh, loro  gli scarponi sono così;  approfondisci il rapporto nel viaggio che farai con loro e  l'amore che vive di sobbalzi e certezza sarà come quello di un partner fidato.

Come sono fiero, finalmente qualcosa che risalta l'eccellenza del mio paese, io che comunque tengo radici attaccate alla mia erra e ne risalto gli aspetti positivi.  

Un patriottismo appena filtrato se vogliamo ma che mi salta fuori nei momenti più liberi della mia vita.

Noi italiani sappiamo fare le scarpe. Non voglio farne un manifesto politico certamente e neppure un atto di rigonfiamento patriottico idealistico ma voglio urlare e spingere le parti belle del mio paese e far si che possano diventare la parte che emerge  sopra alla mediocrità di cui siamo rifugiati.

I miei scarponi sono come la nazionale di Rugby quando li vedi in campo  quegli uomini, sono una cosa sola; combattono, spesso perdono (molto spesso)  ma sugli spalti siamo tutti in piedi ad applaudire perchè non mollano mai , guardano la sconfitta in faccia e alzano lo sguardo stringendo i denti perchè sanno che la vera sconfitta e inchinarsi.

Quando avanzano sui sentieri è come vedere una mischia o una  ruck ; sono compatti, sodi e impettiti, sono di carattere insomma. Veri rugbisti.

I miei scarponi hanno un nome semplice, si chiamano Scarpa, finalmente un nome sincero schietto e ricco di contenuti , amo i nomi sinceri, come pasta, vino pizza; sono nomi corti ma dicono tutto. 

Gli scarponi sono come una partita a Briscola all'osteria  sono un rituale di cui non si può fare a meno,  hanno un senso culturale che vale una vita di racconti e leggende.

Fanno parte di quei momenti della nostra vita che assumono l'aspetto di pilastri e reggono la nostra anima nei momenti di tristezza. 

Hanno sempre la mossa giusta e sono come l'asso. Sono fondamentali nella partita che si gioca nel viaggio.

 

Nei lunghi viaggi a piedi sono con noi per giorni, settimane, sono gli unici amici che ci sono,  sempre. Anche nella tenda; di notte vegliano , sono come l'orsacchiotto dei bambini;   fanno dormire meglio sapendo che loro sono li, e stanno espletando il sudore dei piedi mentre la notte si posa sul tuo sonno. 

Ti fanno tenerezza perché sai che loro sono a guardia del tuo dormire  e al mattino sono freschi depurati da ogni odore del giorno passato e  pronti per accoglierti ancora.

Quando un viaggio finisce e il ritorno riporta tutti noi a utilizzare altre scarpe, loro guardano come se sapessero che è finita una bella storia  e per un po di giorni saranno lontani da noi, riposti in quell'angolo di casa che viene usato solo per loro, una modesta cuccia in mura di scaffali.

Ma aspettano silenti e scevri la prossima meta.

Ogni volta che un cammino  inizia,  loro lo sanno già prima 

Perché gli scarponi hanno un anima che non si logora perché hanno fiducia in noi

sentono attraverso il nostro pensiero che siamo già li a pensare a un altro cammino ancora e loro sono li per questo.

Uno scarpone che non cammina  è come una bicicletta lasciata arrugginire nel garage, come un libro mai letto le cui pagine ingialliscono senza essere state accarezzate, come una bottiglia di vino lasciata invecchiare senza essere bevuta.

Ci sono cose per cui vale la pena essere in movimento essere attivi. La morte non è mai silenziosa arriva sempre a chiamata e il suo urlo è più forte davanti all'immobilità.

Si muore anche stando vivi si direbbe, chi cammina lascia meno spazio alla fine della vita perché anima il fuoco della vita.

Smetto di scrivere. 

Devo andare a camminare , i miei scarponi nuovi mi vogliono conoscere. 

Esco per un rapporto intimo, mi lascio abbracciare dal loro profumo di nuovo, dal cuoio morbido e sensuale, dalla gomma lucida pulita e avvolgente.

Sembrano una ballerina senza paillettes, eleganti al punto giusto non sfarzosi

Come sono belli i miei scarponi Scarpa.

Ci sono cose che si fanno amare e fanno dire grazie a chi li ha costruiti.

Vado fuori nel sentiero del parco dietro casa mia, hanno bisogno di conoscere il luogo che loro vedranno come casa e cortile  in questi anni che mi accompagneranno.

Forse qualcuno vedendoli dirà che sono belli.

Mi piace essere piaciuto, anche se i complimenti non sono rivolti a me ...

o forse si

 

Massimo Montanari